sogni d'ovatta

Chiudere gli occhi e saziarsi di colori, cullati dalla morbidezza di un eco che rimbomba rinchiuso nella nuvola dell'etere. Immaginare profumi e melodie. Immergersi nella realtà scelta fatta di sogni e di verità...

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giovedì, 06 settembre 2007

Questo bianco. E’ tutto fuori dal tempo.

Ovatta, morbida, etera, nasconde i passi, nasconde.

I passi. Leggeri.

Nascosti, spariti si perdono. E’ un sogno o è  realtà.

Si vive senza scomporsi, si pongono domande in silenzio che prevedono solo il dubbio come risposta. E così si smette di pensare.

Solo leggeri passi nell’ovatta silenziosa circondata da nebbia fitta, fitta, fitta.

 

Lo sai, oggi ho provato a pensare. Ero proprio qui seduto su questa sedia rossa al centro della stanza.

Solo, senza luce, di fronte una tela bianca che ogni giorno m’implora un po’ di colore.

Un silenzio che prima avrei barattato con parole, ora suona di buono.

Ho riniziato a pensare, sognare e pensare, pensare e sognare, entrambe, insieme. Ora le due cose le so fare. Il pensiero prima razionale, imponeva di distogliere gli occhi dal dubbio e issare un muro duro, alto, freddo fra quello che si tocca e quello che non ha tatto, fra ciò che si vede e ciò che si pensa di vedere, fra il giorno e la notte, il buoi e la luce. O la luce e il buoio. E se il buoio fosse la luce?

Solo parole in fine che definiscono concetti indefinibili, piccoli cassettini nelle nostre macchinose teste di equazioni e formule.

Tutto così semplice, lineare, scorrevole.

 

Oggi ho pensato che è tutto una bugia, oggi ho pensato che il sogno non esiste, che la realtà non esiste, che io, in realtà, non esisto. Un piccolo insieme di atomi capaci di sfiorarsi senza toccarsi, in realtà impalpabili.

Un bel concetto macchinosamente architettatto, così come architettata è questa sedia rossa, questa stanza senza luce, questa tela bianca a cui ancora devo dare un significato, una proiezione.

 

Il tempo improvvisamente nel sogno se ne va, sparisce e regna in tutta la sua inconsistenza.

Un minuto diventa un’ora, dieci ore, un giorno. Il tempo è una percezione, il sogno vive nella percezione e la realtà, in realtà è un sogno.

 

Oggi ho pensato che in realtà la paura è quella di vivere un sogno, di vivere senza una concezione del tempo che stoppi la giornata.

Stop.

Di prendere coscienza di noi stessi in tutta la nostra meravigliosa piccolezza inconsistente, nella nostra utilità (che parola inutile) così illusoria, dei nostri ritmi, strani malati, intonati da una coscienza deviata da uno specchio in cui ci si deve proiettare per avere conferma di esistere.

 

La vera forza sta invece nell’apprezzare con infinita umiltà questo essere così piccoli, questo far parte di un tutto che è così enormemente grande da non poterlo incasellare nei nostri angusti cassetti.

 

Contemplare questa enormità, potrebbe condurre alla vera coscienza, alla comprensione forse, alle mille realtà che vivono in ogni atomo di noi.

Questa enormità, se accettata senza paura, potrebbe finalmente condurre a vivere in un sogno.

 

Non ho più paura.

Si chiama libertà.


postato da: verdeacqua187 alle ore 19:59 | link | commenti (2)
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sabato, 16 giugno 2007

PAROLE DEVITALIZZATE

Parole devitalizzate, ofuscatamente spiegate in confusione.

Che fare, che dire, quando punteggiare. Virgola, virgola, virgola. Manca il punto. Un punto, due punti, poi, solo la sospensione. I punti sono tre, l’argomento scivola viscido, inquinato dai sensi a metà. E tratto sicuro e, sopra, un carboncino passato con mano lesta e inferma, lo nasconde dietro il niente di una sfumatura intraducibile.

Non c’è lingua per parlare, né mente per pensare. Un parto di parole idealizzate, sospese nel margine di un nulla che non accenna a passare. Perole che ondeggiano alla riva e oltre non riescono a guardare. Squisita scrittura di pensieri priva di contorni, prova di bella calligarfia oratoria, pezzi di spirito stracciati. Overdose di pensieri in cui manca un’idea. Non si vede la cima di un monte da scalare, solo pianura. Ermetismo. Parole, parole, soffi di trachea vocalizzati, singhiozzo di verbi. E’ tutto rotto, spaccato a metà. Uno schiaffo e taccio. Sono arrivata alla mia meta che è il niente di un silenzio. Ora è un punto, solo uno. Punto.

 

Un punto alla notte e al giorno, un muro che separa la luce dal buio. Sto dormendo. Forse. Solo confusione, emozioni che si contraddicono scontrandosi come collisione tra pianeti opposti. E’ la veglia così terrbile che confonde questo fiume di soffi senza senso, vocalizzi disordinati, nomi indovinati. Voglio che la luce si spenga, voglio che torni il buio. Quello vero che distingue punti virgole e sospensioni. Quello che divide la realtà dal sonno.


postato da: verdeacqua187 alle ore 13:15 | link | commenti
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mercoledì, 13 giugno 2007

                                                  UN CAREZZA A ME

 

Cerco il tuo nome fra le pagine. Mi fermo. Mi dico che ormai non ha più importanza. Fermo la mia mano a due passi da te, poco lontano dal tuo nulla. E’ accanto alla tua spalla quando le comando di arrestarsi. Si sta appoggiando piano su di te quasi come a volerti incoraggiare a proseguire con le torture quotidiane che senza accorgertene –penso- architetti per me. Ti tocca piano quasi a volerti perdonare ancora per la tua povertà emotiva, per la tua piccolezza così dolce, così infantile che ti rende spontaneamente impossibile separare le labbra dal cervello, ma così facile separare le parole dal cuore.

Mi fermo giusto un attimo prima, un secondo denso e immenso, trepido di emozioni, di paure, di solitudine, di debolezza. La mano vuole proseguire nel suo impulsivo scivolare ma io la fermo, finalmente, riconoscendemi piano, riscoprendomi donna, tornando a toccare, piano, le mie volonta, tento di non violare la mia morale. Mi ascolto nel profondo dei miei desideri. Abbasso la mano. Non puoi competere con me, non puoi minare ancora, e ancora, e ancora, i miei sogni, la conoscenza di me.

Mi sono riscoperta, per una volta spogliata di fronte ai miei occhi. Per farlo ho smesso di toccarti.

Di spingere la mano contro il tuo muro fatto di nulla.


postato da: verdeacqua187 alle ore 12:31 | link | commenti
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domenica, 04 marzo 2007

OLE' OLE'!


Sole e rastro...lezione di tango.
 
Brutti sogni questa notte...lui, io lei in cinta...mah... forse serve dimenticare. Nessun bottone da schiacciare, forse solo andare. Lontano con la casetta mobile, che ha le ruote. Sempre la solita, non bella ma stabile, libera. Quella che mi assomiglia.
Si. Serve andare. Se si vuole dimenticare lui e lei con un bambino nella pancia. Quello dei miei incubi che fanno male. Che diventano sogni da svegli, mentre si cammina, si parla, si beve.
Qui c'è il sole. Ancora qualche incubo ma la primavera lo allontana. Vivrà sempre ma verrà colorato da sensazioni nuove che lentamente lo cospargeranno di cenere.

Un mese ancora poi non ci sarai più. Barriera del cielo fra me e te. Aerei che non voleranno più per portarti da me. Nessun ponte. Solo un ricordo e forse un brutto sogno ancora.

Stasera lezione di tango. Olè.

postato da: verdeacqua187 alle ore 13:05 | link | commenti (4)
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giovedì, 15 febbraio 2007

PET TERAPY? NAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

Ho visto un gatto di pochi mesi identificato con le paure e punito per gli incubi di un padrone frustrato.

Non può mangiare, non può miagolare, non può essere cullato fra le braccia da nessuno che non sia il padrone. Non può scegliere dove raggomitarsi in un cuscino morbido a dormire. Non può andare dove vuole andare.

Il padrone vuole un riscatto. E' malato di rispetto e delle sue debolezze. Il gatto è un piccolo essere che non da al padrone rispetto ma solo enfasi delle sue debolezze. Per questo è odiato ed in lui vengono traslati tutti i sentimenti di odio, astio e repressione che il padrone assapora.

Lo sapete come si fa un'aspirina? Lo sapete come si costruisce una pillola di moment? Lo sapete di cos'è fatto il rossetto che avete sulle labbra e la crema antirughe contorno occhi che anche voi maschietti culetti usate? Si, sono certa di si.

La mia domanda è...non basta torturarli per dare gli omogeneizzati ai nostri cuccioli umani? Anche per curare gli schizzofrenici ora?

V-E-R-G-O-G-N-A!


postato da: verdeacqua187 alle ore 09:57 | link | commenti (3)
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